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Recensione: "Riparare i viventi", Maylis De Kerangal.


Salve lettori, il libro di cui vi parlo oggi tratta di un tema molto importante e al quale io tengo molto: la donazione degli organi.
Il tema è molto delicato e ciò che rende questo libro degno di essere letto è la capacità della scrittrice di parlarne in un modo realistico e delicato, senza cadere mai nell'insensibilità o nella brutalità, entrambe possibili quando si affronta un soggetto così difficile.
La storia prende il via con l'incidente in cui incorrono tre amici una mattina di inverno e procede con la descrizione di tutti quei meccanismi che dal momento in cui la tragica sentenza "morte cerebrale" viene emessa prendono il via.
Attraverso questo libro riusciamo a comprendere tutte le sfumature delle emozioni umane che in quei tragici momenti si susseguono, e soprattutto ci avviciniamo a comprendere cosa voglia dire dover prendere una difficile decisione come è quella della donazione degli organi.
Per questo motivo sono completamente a favore ad una dichiarazione di volontà espressa quando si è ancora in vita, che possa sollevare i propri cari dall'angoscia di dover scegliere, e possa essere un aiuto incisivo per le numerose persone che attendono in lista d'attesa.
E' stato interessante anche scoprire grazie a questo libro quelli che sono i meccanismi strettamente tecnici e legali che regolano la donazione degli organi. In Francia, quello che viene descritto nel libro come "silenzio-assenso" per il prelievo, è diventato effettivo in seguito all'entrata in vigore della legge a Gennaio 2017, mentre in Italia sebbene esista questa legge da anni non è mai stata messa in pratica.
Questo libro mi ha commosso molto e mi ha aiutata a prendere maggiore consapevolezza sul tema in questione, mi ha aiutato a riflettere su quanto importante può essere compiere un gesto di questa portata e lo consiglio a chiunque voglia informarsi e immergersi in una lettura diversa dal solito, struggente ma fondamentale.
La scrittura e le descrizioni non sono mai banali o scontate, adoro le immagini che l'autrice riesce  a creare, spesso dure ma che riescono a esprimere alla perfezione gli stati d'animo dei suoi personaggi.


Trama:
Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome.
Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo.
Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.

Se volete avere informazioni riguardanti la donazione degli organi vi consiglio di visitare il sito dell'Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule: AIDO

Buona lettura!

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