Potrei dirvi che il mio libro preferito e' il simbolo perduto, ma sarebbe una bugia, potrei fantasticamente dire Harry Potter, ma sarebbe incompleto, potrei ripiegare su Margherita Hack, ma ancora non sarebbe la completa verità. Io credo che il libro che ognuno di noi ha nel cuore sia un puzzle di tanti parti speciali di diversi autori, un mix esplosivo che ci fa battere il cuore, ci fa piangere e allo stesso tempo sognare ad occhi aperti. Io sono del parere che se conosci il "libro" di una persona puoi capire veramente fino in fondo la sua anima. Tutti dicono che gli occhi sono lo specchio dell'anima, per me lo sono i libri.
"Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà. Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui." Il libro di cui vi parlo oggi è un libro che ho avuto l'opportunità di poter leggere grazie alla ripubblicazione recente di Ponte alle Grazie e che si inserisce perfettamente nel contesto e nella visione della società moderna, un libro che è stato definito "più preveggente e forte di 1984". Ho pensato a lungo a cosa avrei potuto dire a riguardo di questo libro, non è stato facile trovare le parole per analizzarlo. La storia mi ha talmente coinvolta che è stato molto difficile separarmeme una volta concluso. La società descritta in questo racconto possiamo dire che è distopica, descritta in un futuro in cui gli Stati Uniti non esistono più come li si conosce e dove un gruppo organizzato è riuscire a demolire la costituzione e instaurare il proprio regime in man...
Commenti
Posta un commento