Potrei dirvi che il mio libro preferito e' il simbolo perduto, ma sarebbe una bugia, potrei fantasticamente dire Harry Potter, ma sarebbe incompleto, potrei ripiegare su Margherita Hack, ma ancora non sarebbe la completa verità. Io credo che il libro che ognuno di noi ha nel cuore sia un puzzle di tanti parti speciali di diversi autori, un mix esplosivo che ci fa battere il cuore, ci fa piangere e allo stesso tempo sognare ad occhi aperti. Io sono del parere che se conosci il "libro" di una persona puoi capire veramente fino in fondo la sua anima. Tutti dicono che gli occhi sono lo specchio dell'anima, per me lo sono i libri.
"Al pensiero di una torta tutta per me sento lo stomaco contrarsi. Raccolgo un pezzo di carbone da terra. Me lo metto in bocca con cautela e lo mastico. Non sa di niente, ha una consistenza gassosa e lievemente salata. Ho sei anni e invece di festeggiare con torte di compleanno mastico un pezzo di carbone." Ammetto che mi ci è voluto più tempo del solito per finire questo libro, non perché non fosse leggibile o bello, ma perché ricco di una tematica così importante e attuale, come possono essere solo la guerra e il genocidio, che ho avuto bisogno di tempo per metabolizzato e leggerlo con il giusto rispetto. La cosa che più mi ha sconvolta è il fatto che ciò che viene narrato è una storia vera, non solamente il contesto storico e politico ma gli stessi eventi descritti sono parte integrante della vita di questa donna, Loung Ung, oggi attivista per i diritti umani e che all'epoca della guerra aveva solamente cinque anni. La lettura è un'esperien...

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