domenica 14 maggio 2017

Recensione: "Riparare i viventi", Maylis De Kerangal.


Salve lettori, il libro di cui vi parlo oggi tratta di un tema molto importante e al quale io tengo molto: la donazione degli organi.
Il tema è molto delicato e ciò che rende questo libro degno di essere letto è la capacità della scrittrice di parlarne in un modo realistico e delicato, senza cadere mai nell'insensibilità o nella brutalità, entrambe possibili quando si affronta un soggetto così difficile.
La storia prende il via con l'incidente in cui incorrono tre amici una mattina di inverno e procede con la descrizione di tutti quei meccanismi che dal momento in cui la tragica sentenza "morte cerebrale" viene emessa prendono il via.
Attraverso questo libro riusciamo a comprendere tutte le sfumature delle emozioni umane che in quei tragici momenti si susseguono, e soprattutto ci avviciniamo a comprendere cosa voglia dire dover prendere una difficile decisione come è quella della donazione degli organi.
Per questo motivo sono completamente a favore ad una dichiarazione di volontà espressa quando si è ancora in vita, che possa sollevare i propri cari dall'angoscia di dover scegliere, e possa essere un aiuto incisivo per le numerose persone che attendono in lista d'attesa.
E' stato interessante anche scoprire grazie a questo libro quelli che sono i meccanismi strettamente tecnici e legali che regolano la donazione degli organi. In Francia, quello che viene descritto nel libro come "silenzio-assenso" per il prelievo, è diventato effettivo in seguito all'entrata in vigore della legge a Gennaio 2017, mentre in Italia sebbene esista questa legge da anni non è mai stata messa in pratica.
Questo libro mi ha commosso molto e mi ha aiutata a prendere maggiore consapevolezza sul tema in questione, mi ha aiutato a riflettere su quanto importante può essere compiere un gesto di questa portata e lo consiglio a chiunque voglia informarsi e immergersi in una lettura diversa dal solito, struggente ma fondamentale.
La scrittura e le descrizioni non sono mai banali o scontate, adoro le immagini che l'autrice riesce  a creare, spesso dure ma che riescono a esprimere alla perfezione gli stati d'animo dei suoi personaggi.


Trama:
Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome.
Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo.
Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.

Se volete avere informazioni riguardanti la donazione degli organi vi consiglio di visitare il sito dell'Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule: AIDO

Buona lettura!

Recensione libro e film: Il cerchio, Dave Eggers.



"Sapere è bene. Sapere tutto è meglio."


Ammetto che per una volta ho guardato il film prima di aver letto il libro nonstante questo fosse nella mia wishlist da un paio di anni, ed è stata proprio la curiosità a spingermi ad andare a vederlo quasi a scatola chiusa e solo in seguito leggere il libro. In questa recensione cercherò di parlare anche del film, elencando le cose che ho apprezzato e quelle che invece non ho gradito.
Il cerchio è stato pubblicato nel 2014 e, sebbene parli di una società abbastanza futuristica, oggi come oggi la realtà che ci racconta l'autore sembra spaventosamente non solo possibile ma anche probabile in quanto descrive minuziosamente una società, e in particolare un'azienda (Il cerchio), alle prese costantemente con la spinta all'evoluzione digitale e tecnologica, il tutto reso possibile dalla convergenza delle informazioni private degli individui nel "social network" TruYou, che porta il concetto di social ad un nuovo allarmante livello, formato da informazioni strettamente personali come quelle sanitarie e bancarie e dove la privacy diventa una forma di bugia, negativa e mal vista dalla società. La narrazione è scorrevole, nonostante le quasi 400 pagine e la trama è molto intrigante con un senso di suspence interessante; fino alla fine rimani in conflitto con te stesso e con la protagonista su cosa sia giusto e sbagliato.
Il film l'ho trovato molto fedele al libro, cosa spesso rara, i dialoghi in alcuni punti della narrazione coincidevano e tutte le scene principali del libro sono state mantenute. La cosa che mi ha lasciato perplessa però è stata la differenza sul finale, non tanto la differenza sulla scena quanto per il diverso messaggio finale che arriva allo spettatore/lettore. Cerco di spiegarmi meglio senza svelarvi troppo: terminato di vedere il film al cinema, a caldo ho avuto la sensazione di una svolta nella visione della protagonista e mi è arrivato un certo tipo di messaggio che mi ha portato a delle riflessioni personali, cosa che invece non ho trovato per niente nel libro e che mi ha stupito non poco. Non ho gradito molto infatti il finale del libro, per quanto possa essere una scelta descrivere una visione pessimistica della realtà avrei gradito di più una svolta almeno ideologica.
Ho apprezzato invece molto il fatto che nonostante il libro sia impiantato sull'esaltazione di questo modello di vita puramente social (ma non sociale), la bravura dello scrittore sta nel dare al lettore gli strumenti per distaccarsi da quello che legge, riuscendo a  far suscitare un senso critico che va contro ciò che nel libro sembra il mondo perfetto.

In un periodo come quello in cui ci troviamo adesso, dove la presenza o meno sui social viene visto come indicatore della popolarità e della vita sociale dell'individuo, e dove l'imperativo categorico è condividere tutto, sempre e comunque, più che la  vita sui social bisognerebbe analizzare e trovare un equilibrio su quella che rimane fuori dai social media e renderla più sociale, in un contesto di essere umani e non esseri digitali.   

"I SEGRETI SONO BUGIE; CONDIVIDERE E' AVERE CURA; LA PRIVACY E' UN FURTO"

Trama:

"Mio Dio, questo è un paradiso" pensa Mae Holland un assolato lunedì di giugno quando fa il suo ingresso al Cerchio. Mai avrebbe pensato di lavorare in un posto simile: la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni web, un asteroide lanciato nel futuro e pronto a imbarcare migliaia di giovani menti. Mae adora tutto del Cerchio: gli open space avveniristici, le palestre e le piscine distribuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte al lavoro, i tavoli da ping pong per scaricare la tensione, le feste organizzate, perfino l'acquario con rarissimi pesci tropicali. Pur di far parte della comunità di eletti del Cerchio, Mae non esita ad acconsentire alla richiesta di rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta. "Se non sei trasparente, cos'hai da nascondere?" è uno dei motti aziendali. Cioè, condividere sul web qualsiasi esperienza personale, trasmettere in streaming la propria vita. Nessun problema per Mae, tanto la vita fuori dal Cerchio non è che un miraggio sfocato e privo di fascino. Perlomeno fino a quando un ex collega non la fa riflettere: il progetto di usare i social network per creare un mondo più sano e più sicuro è davvero privo di conseguenze o rende gli esseri umani più esposti e fragili, alla fine più manipolabili? Se crolla la barriera tra pubblico e privato, non crolla forse anche la barriera che ci protegge dai totalitarismi?

Trailer:

Buona lettura/visione!

lunedì 27 marzo 2017

Recensione: Il libro degli specchi, di E. O. Chirovici


Avevo sentito parlare di questo libro già da un paio di mesi, la notizia che i diritti fossero stati venduti in 38 paesi prima ancora della sua uscita mi aveva suscitato un notevole stupore e la trama particolarmente interessante aveva fatto il resto. Così appena l'ho visto sullo scaffale in libreria non ho proprio saputo resistere e l'ho portato a casa con me. È stata una lettura che ho cercato di non terminare troppo in fretta, per godermi ogni pagina, nonostante la curiosità fosse al limite. È un libro davvero particolare con una trama ricca di misteri e colpi di scena e io cercherò di parlarvene senza rivelarvi troppo rovinandovi la sorpresa.

Già dalle primissime pagine ci troviamo catapultati nella storia grazie all'estratto che Richard Flynn, il nostro scrittore, fa reperire all'agente della Bronson & Matters in cui rivela di essere in possesso della verità riguardante un caso di omicidio svoltosi 30 anni prima. Questo e lo stile di scrittura particolarmente accattivante spinge l'agente Peter Katz ad accettare la proposta dello scrittore a ricevere l'intero manoscritto a scopo di pubblicazione ma non riuscendo a mettersi in contatto con lui chiede l'aiuto di un giornalista per scoprire più informazioni possibili circa la veridicità delle tesi sostenute nell'estratto. Nonostante sembrasse apparentemente facile l'impresa di recuperare un manoscritto, si rivelerà un intricato mistero fitto di contraddizioni dove ognuno dice la propria verità e tutti mentono, attraverso le indagini del giornalista prima, e di un detective in pensione poi, solo alla fine di questo "Romanzo-giallo" riusciremo a scoprirne di più, arrivando a capire quanto sia effettivamente verità e quanto frutto della fantasia dei personaggi.
Avevo aspettative molto alte su questo libro e devo dire che non sono rimasta delusa, lo stile di scrittura, il ritmo e il linguaggio spesso forbito denotano una grande capacità narrativa dello scrittore che trascina il lettore con se pagina dopo pagina. La trama è molto originale e l'unica cosa che mi è piaciuta poco è stata quella di non aver approfondito maggiormente sull'aspetto e i meccanismi psicologici, per il resto libro decisamente consigliato!



"Le sue risposte erano state precise- forse troppo precise- anche se per ben due volte aveva ripetuto di non ricordare bene i particolari."


Trama:

Peter Katz ha alle spalle una lunga carriera in una delle agenzie letterarie più  importanti di New York, e ormai quasi nulla può  sorprenderlo. Ma il manoscritto che quasi per caso inizia a leggere lo colpisce fin dalle prime righe. Non è solo la scrittura magnetica, non è  solo il coinvolgimento dell'autore a fargli capire subito che non si tratta di un romanzo come gli altri: chi scrive, un certo Richard Flynn, afferma di conoscere la verità su un famoso omicidio avvenuto quasi trent'anni prima, e di essere pronto a rivelarla nel suo romanzo.
La vigilia di Natale del 1987, in circostanze mai del tutto chiarite venne ucciso Joseph Wieder, un carismatico professore di psicologia all'università di Princeton. Accademico stimato ma anche molto discusso, Wieder esercitava un notevole fascino sulle studentesse come Laura Baines, la ragazza di cui Richard Flynn era innamorato. Ma in questa sorta di sbilanciato e torbido triangolo, a un certo punto, qualcosa andó storto.
Il manoscritto di Flynn è semplicemente eccezionale, ma purtroppo è incompleto: manca il finale. Determinato a non lasciarsi sfuggire l'occasione, l'agente letterario riesce a rintracciare l'autore, scoprendo però che è in fin di vita e che il resto del manoscritto è introvabile.
Inizia così un viaggio alla ricerca del finale perduto e della verità che porta con se. Un viaggio che diventa un'indagine sulla psiche e sul modo in cui la nostra memoria riscrive il passato, in un incerto, a volte ingannevole, gioco di specchi...

Spero di avervi incuriosito, buona lettura!

lunedì 20 febbraio 2017

Recensione in anteprima: "Il re bambino e l'imperatore cattivo" di Andy Riley

Buongiorno lettori!
Il libro di cui vi parlo oggi uscirà il 14 Marzo per Mondadori ed è una lettura diversa da quelle che sono solita fare, ma non per questo meno interessante.
Si tratta di un libro per bambini intitolato "Il re bambino e l'imperatore cattivo" che ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima.

Il protagonista di questo libro è l'amatissimo bambino di 9 anni, Edwind: non un qualsiasi ragazzino ma un re con un castello, un trono e ovviamente una corona che più corona non si può. Ama il cioccolato ed è talmente generoso che spende sempre la sua paghetta per farne avere anche ai suoi sudditi che per questo lo acclamano sempre e hanno istituito il "Giorno dell'amore per il nostro re".
Tutto perfetto insomma, se non fosse che non esiste una bella storia senza un cattivo adeguato e qui ovviamente non manca! Il perfido imperatore Nurbison farà di tutto per mandare in rovina il suo nemico e rubargli il trono per poter festeggiare con la sua risata malefica ("Fuah Fuah Fuah!").

Con il sostegno dei suoi amici Megan il giullare e il ministro Jill, e il contributo dato dalle pecore tosate il nostro piccolo re affronterà avventure per tutto il regno e a grazie a un "piano furbissimo" cercherà di riconquistare il suo legittimo trono.

Una scrittura creativa e brillante donano a questo libro l'autenticità che spesso non ci si aspetta. Gli insoliti elementi come il terribile drago, carriole piene di cioccolato e canzoncine sui piedi renderanno il libro irresistibile per qualsiasi bambino!

Un libro adatto a tutte le età, dai bambini più piccoli ai genitori, un'allegra lettura da fare tutti insieme, magari mangiando proprio del cioccolato.

Buona lettura :)

venerdì 30 settembre 2016

Non solo recensioni: La guerra degli scrittori


Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un'iniziativa molto particolare dello scrittore Kempes Astolfi: #TueFrasiNelMioLibro. 
In occasione dell'uscita del suo nuovo libro ha ideato un simpatico modo per coinvolgere i suoi lettori: potrete essere voi infatti a scrivere alcune frasi che, se scelte, saranno inserite nel libro. 

Come fare? 
È molto semplice, avete tempo fino al 2 Ottobre per andare sul sito: www.kempesastolfi.com e iscrivervi alla newsletter. In questo modo riceverete un'anteprima del romanzo e potrete farvi un'idea dello stile e del tema. Ci sono delle tematiche specifiche da trattare nei vostri aforismi ma per il resto potete scatenarvi con la fantasia.

Un modo creativo e divertente per essere parte di ciò che leggiamo, non siete incuriositi? 
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mercoledì 21 settembre 2016

Il regalo. Eloy Moreno



Salve lettori, oggi vi voglio parlare di un libro veramente speciale, Il regalo. Fin dal primo momento in cui ho letto dell'esistenza di questo libro ho sentito una curiosità e un'attrazione particolare, che mi ha portato a divorarlo in poche ore e sapete, mi è successa una cosa particolare con questo libro, ci sono rimasta incredibilmente legata con una di quelle connessioni rare che sentiamo a livello profondo con un libro, Il libro.
La trama è avvincente e in continua evoluzione, a tratti sembra di leggere un romanzo e nel momento successivo, l'ambientazione e il climax emotivo sembrano trascinare in un thriller psicologico. I continui colpi di scena e cambio di punti di vista donano al libro un ritmo e una completezza narrativa che non ti aspetti, lasciandoti estasiato ogni volta che un singolo pezzo del puzzle va al posto giusto.
E proprio come un puzzle io descriverei questo libro, complesso sorprendente, dove ogni pezzo ha la sua funzione nell'insieme, senza il quale nulla avrebbe senso e grazie al quale il libro e i personaggi acquistano carattere.
La vicenda racconta la storia di un povero padre e marito, sempre in giro per lavoro e dedito ai sacrifici al quale rubano in un autogrill l'auto nuova in un giorno di pioggia, evento che lo porterà ad essere senza cellulare, soldi e un mezzo per spostarsi. In queste condizioni, grazie all'aiuto di un apparente musicista che chiede l'elemosina si ritroverà incastrato sull'Isola, un luogo bizzarro dove tutto sembra funzionare diversamente dalla società comune e dove sembra quasi impossibile riuscire ad andarsene.

Questo è un libro diverso, parla di adulti che vanno sugli scivoli e cimiteri piuttosto curiosi, di furti ben ingegnati e di chiese che sono musei di momenti, parla di sogni e di come spesso ci si rifiuti di inseguirli, parla di come "anche questo passerà" e come bisogna reagire alla vita, semplicemente vivendola.

Uno stile unico, una scrittura scorrevole e allo stesso tempo diretta ed efficace permettono che il lettore venga trascinato nella storia, fino a restare intrappolato e non volerne più uscire.
Penso che questo sia uno di quei libri che non devi cercare, uno di quelli che sappia trovarti nel momento in cui ne hai più bisogno, all'improvviso e senza chiedere.

"Sai, amico, di tanto in tanto a tutti ci crolla la vita, ma non è un grosso guaio. A volte è un passaggio necessario.  A volte è necessario che tutto si rompa in mille pezzi in modo che, quando è il momento di recuperarli, sappiamo quali conviene lasciare a terra, e continuare senza." 

"Troverai la tua strada quando i tuoi sogni diventeranno più forti delle scuse che inventi".


Trama: 

Un uomo esce di casa per andare a lavorare. Ha una vita normale, di quelle che si possono considerare «fortunate»: ha una moglie, un lavoro, degli amici. E ha anche una ragione particolare per sentirsi felice: ha un macchina nuova.
Ma all'autogrill dove si ferma per fare colazione gliela rubano. Ed è l'inizio di una vicenda sconvolgente, che lo porterà a perdere tutto: portafogli, cellulare, carte di credito, in una truffa perfettamente organizzata…
Ma chi è il regista di questa operazione? E qual è il suo scopo? Smarrito ma incuriosito al tempo stesso, il protagonista cerca di venire a capo di questa vicenda, incontrando nel suo cammino persone apparentemente comuni, come lui, come lui intrappolate in una vita che credono di volere, e senza più la forza di sognare.
Fino a quando, nei modi più inaspettati, si trovano di fronte alla possibilità di ricominciare tutto daccapo. Magari, grazie a un furto…

martedì 20 settembre 2016

Il viaggio che mi ha cambiato la vita. Jen Malone



22 giorni, 9 paesi e 6 arzilli vecchietti da accompagnare in un giro turistico super lusso in Europa, questa è l'avventura (pazzia direbbe lei) in cui si sta per lanciare la giovane Aubree, convinta (al limite del ricatto) dalla sorella maggiore a prendere il suo posto, essendo impossibilitata a svolgere quel lavoro fondamentale per la sua futura carriera politica.  Sembra l'inizio perfetto per un'infinità di attacchi di panico e di disperazione per la giovane protagonista, e diciamo anche che per i primi giorni e' esattamente così che va, iniziando subito con la dimenticanza sull'aereo del telefono e del suo blocco contenente ogni singolo minuscolo dettaglio del tour che la catapulta immediatamente in una città straniera (Amsterdam) senza la minima idea di dove andare e cosa fare. Saranno la mente più o meno lucida e l'aiuto che riceverà in aeroporto che la faranno sbloccare dal suo stato di panico e la faranno arrivare in hotel dove una telefonata serale, con il suo contatto all'agenzia viaggi, si trasformerà in un dolce rituale e sarà l'unica cosa che la farà rimanere in attesa davanti al telefono tutte le sere. Tra alti e bassi, storie di principesse e castelli completamente inventati, viaggeremo con questo strano e curioso gruppo, non sapendo mai cosa ci aspetta. L'arrivo di Sam (referente di Bree) sconvolgerà le dinamiche del gruppo e lascerà  Aubree in preda ai sensi di colpa per le bugie sulla sua identità.
Un viaggio in cui è fondamentale perdersi per finalmente trovare se stessi, un viaggio contro i pregiudizi e a favore della libertà, un viaggio per scoprire il mondo e innamorarsi, un viaggio distante un continente ma lungo 330 pagine. Un divertente viaggio che potrete farete con il cuore, la testa e se volete anche sul serio. Non ci sono limiti, se non quelli che ci prefiggiamo per noi stessi, e la cosa più bella e divertente della vita è abbatterli.

Buona lettura! 

Trama: 

La diciassettenne Aubree ha sempre idolatrato la sua avventurosa e perfetta sorella maggiore, anche se è sempre stata più che contenta di seguire le sue peripezie per il mondo dalla confortevole casetta dove vive insieme ai propri genitori adoranti. Così, quando Elizabeth si mette "un tantino nei guai", per la prima volta in vita sua – per coprire Aubree per giunta – e ha bisogno davvero dell'aiuto dell'impacciata sorellina, Bree ne è lusingata, ma rimane irremovibile. Non potrebbe mai, in nessun modo, riuscire a fare quello che le chiede Elizabeth: impersonare la sorella, uscita fresca fresca dal college, per tutta l'estate, così che possa guadagnarsi la raccomandazione che le serve per aggiudicarsi il lavoro dei sogni. No, no, no! Non accadrà mai. 
SOPRATTUTTO dal momento che il lavoretto estivo di Elizabeth consiste nel fare da guida per un tour in pullman. 
Un tour in pullman attraverso l'Europa. 
Un tour in pullman attraverso l'Europa per anziani.
Tutto ciò, ovviamente, molto prima di sapere del figlio super-carino (e NON anziano) dell'organizzatrice. 
Bree sarebbe pazza ad accettare. O, no?